Amazon, il 2016 è stato a tinte positive

Amazon, il 2016 è stato a tinte positive

Anche l'ultimo scorcio di 2016 si chiude con bilanci positivi per il gruppo di Jeff Bezos, che registra un utile di esercizio di 749 milioni di dollari a fronte di un fatturato di 43,7 miliardi di dollari. Eppure sono dati inferiori alle attese degli analisti, nonostante il boom dei servizi Video e Prime.

Amazon è probabilmente la web-company più ricca al mondo, e nel corso del 2016 ha aggiunto un ulteriore tassello al suo primato: il fatturato finale dell’anno scorso, infatti, ha sfiorato i 100 miliardi di dollari, con un incremento positivo soprattutto nel periodo invernale, quello contraddistinto dalle vendite per il Natale o dalle promozione legate al Black Friday e Cyber Monday, ormai diffuse in tutto il mondo.

Crescita buona ma inferiore alle attese. Soltanto nell’ultimo trimestre del 2016, infatti, il colosso delle vendite online (ma non solo, ormai) ha conosciuto un incremento del 55% negli utili di esercizio (a 749 milioni di dollari) e del 22% nel fatturato (a 43,7 miliardi di dollari), che comunque non hanno soddisfatto del tutto le aspettative degli analisti, che avevano previsto risultati migliori (come un fatturato a 44,7 miliardi nel periodo natalizio).

L’incidenza degli abbonati Prime. Importanti anche i dati del servizio ad abbonamento di Amazon Prime, che ormai ha raggiunto 65 milioni di utenti in tutto il mondo, stando a quanto rivela l’agenzia Morgan Stanley. Questa tipologia di clienti, infatti, oltre a essere più fidelizzata e più disposta all’acquisto online, è anche quella che spende di più: nello specifico, il 40% degli utenti Prime spende oltre mille dollari l’anno su Amazon, mentre solo l’8% degli utenti non iscritti raggiunge questa quota.

L’obiettivo resta sempre il risparmio. Per tutti gli eshopper, comunque, vale la regola del risparmio, alla ricerca del prezzo più conveniente: un obiettivo che si raggiunge anche seguendo i consigli delle guide online e soprattutto utilizzando i codici sconto Amazon presenti sulle piattaforme digitali come Piucodisconto, che consentono di ottenere una riduzione immediata sui prodotti inseriti nel carrello di questo enorme “centro commerciale”, che rappresenta una quota superiore al 21,1% del suo segmento e che continua a cresce sotto tutti i principali indicatori economici, nonché nel grado di soddisfazione degli utenti.

Il debutto col botto del Prime Video. A riportare in “nero” i bilanci di Amazon, dopo un 2015 a tinte contrastanti, sono stati anche i servizi per così dire accessori offerti dal gruppo, e in particolare Amazon Prime Video, che nel corso dello scorso anno ha praticamente raddoppiato il numero di ore fruite dagli utenti, che si sono concentrati in particolare sulla visione degli show originali, apprezzando in modo particolare le serie come “Transparent”, “Mozart In The Jungle” e “The Man In The High Castle”.

Amazon agli Oscar. Ma il punto più alto dalle produzioni Amazon è stato raggiunto nel corso della cerimonia degli ultimi Academy Awards, quando l’acclamato film “Manchester by the sea” ha portato a casa ben due statuette, ovvero l’Oscar al Miglior attore protagonista, assegnato a Casey Affleck, e l’Oscar per la Miglior sceneggiatura originale, attribuito a Kenneth Lonergan.

Un’azienda a tutto tondo (e servizi). Tra le altre voci del bilancio Amazon, vanno citati come prioritari anche i servizi web, in particolare la divisione cloud, che rappresentano una vera e propria locomotiva per i conti di Bezos e soci, generando un utile operativo di 926 milioni di dollari e una crescita del 60%. Questo comparto fornisce servizi a società come Netflix e Spotify ed è riuscito a fatturate nel 2016 qualcosa come 3,5 miliardi di dollari (più di tutta la divisione retail), il 46% in più rispetto al 2015.

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