Edizione di martedì 23 ottobre 2018 | Home - Redazione - Disclaimer - Cookie Policy e Privacy Policy

Amazon, multa per evasione da 250 milioni

Bacchettata, e non da poco, per Amazon: il colosso dell’e-commerce dovrà versare 250 milioni di euro al Granducato di Lussemburgo per ripagare i benefici fiscali che, pare, sono stati concessi in “esclusiva”.

Secondo l’Antitrust UE si è trattata di aiuti illegittimi, poiché “tre quarti dei suoi profitti non sono stati tassati” grazie al tax ruling, un accordo fiscale concordato nel 2003 . La commissaria alla concorrenza Margrethe Vestager ha evidenziato che in tal modo Amazon ha pagato “quattro volte in meno di tasse rispetto ad altre società” residenti nel Paese.

L’indagine era partita nell’ottobre del 2014, e ad oggi Bruxelles ha dichiarato che il tax ruling, poi prolungato nel 2011 e proseguito fino al 2014, ha consentito all’azienda di pagare meno tasse rispetto ad altre società, e senza che vi fosse giustificazione alcuna: del resto, come ha detto la Vestager, “non si possono dare alle multinazionali vantaggi selettivi che altre non hanno”.

Il gigante di Seattle non ci sta, e tramite una comunicato stampa fa sapere che “riteniamo che Amazon non abbia ricevuto alcun trattamento speciale dal Lussemburgo”, e continua la nota “studieremo la decisione della Commissione e valuteremo le nostre opzioni legali, tra cui il ricorso in appello“.

Come funzionava il tax ruling

In breve, Amazon ha spostato dal 2003 la maggior parte dei suoi introiti da Amazon EU, che sottostava alla legislazione fiscale del Lussemburgo, ad Amazon Europe Holding Technologies, che invece non era tassabile perché giuridicamente è una società in accomandita semplice, ossia senza uffici né dipendenti né business commerciali, che agisce da intermediaria tra la società di gestione e Amazon negli Stati Uniti Il tutto ai danni della concorrenza.

Il ruolo attivo del tax ruling è stato quello di appoggiare il pagamento di una royalty da Amazon EU ad Amazon Europe Holding Technologies, manovra che ha ridotto al minimo la percentuale di profitti soggetti a tassazione. Secondo la Commissione, la royalty e il relativo benestare del Granducato non riflettevano “la realtà economica del mercato”. Del resto, i profitti di Amazon sono elevatissimi e continuano a salire, basti dare un occhio al bilancio del 2016 che abbiamo analizzato qualche tempo fa.