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Intolleranza al lattosio, come si curae e cos’è

Il latte è uno degli alimenti base della dieta mediterranea poiché contiene un elevato numero di vitamine importanti per il nostro organismo. In commercio esistono tipi di latte per i tutti i gusti e le esigenze, da quello scremato, più magro e leggero, a quello intero, più ricco di grassi, passando da quelli adatti per la crescita o quelli ad alta digeribilità.

Purtroppo però non tutti possono bere il latte e di conseguenza mangiare i suoi derivati, a causa di un’intolleranza al lattosio. La colpa è della mancanza o riduzione della produzione di un particolare enzima, la lattasi. Questo provoca l’incapacità di digerire il lattosio, che altro non è se non lo zucchero semplice del latte. L’enzima in questione potrebbe non essere prodotto dall’organismo per molti fattori. Potrebbe essere per un fattore genetico, in questo caso i sintomi dell’intolleranza comparirebbero già dall’infanzia. Molto spesso però, si tratta di un’intolleranza transitoria e la causa andrebbe trovata in un’infezione del tratto digestivo oppure nel cambiamento di abitudini alimentare. È buona norma, comunque, indagare e approfondire tale disturbo che a volte, potrebbe comparire associato alla celiachia.

Tra i sintomi più comuni troviamo il dolore addominale, vomito, meteorismo, spossatezza, nausea e diarrea. Per una corretta valutazione del problema e della sua diagnosi, il metodo più sicuro è un test fatto attraverso le analisi del sangue. Infine, nella maggior parte dei casi non è necessario eliminare del tutto il latte e i suoi derivati ma, basta seguire uno stile alimentare equilibrato e integrare nella dieta, poco per volta, tale alimento. Così l’organismo si riabituerà alla produzione dell’enzima necessario per la digestione del lattosio.