Edizione di sabato 22 settembre 2018 | Home - Redazione - Disclaimer - Cookie Policy e Privacy Policy

Investire in BTP: la fiducia dipende dal Governo. E da Mattarella

In questo periodo storico la fortuna dei titoli di Stato italiani è strettamente collegata agli avvenimenti politici che si susseguono giorno dopo giorno.

Non è un mistero che negli ultimi mesi lo spread fra bond italiani e tedeschi abbia dovuto sottostare ad una certa volatilità che a tratti si è fatta preoccupante, e i timori degli investitori si sono fatti più accesi soprattutto negli ultimi giorni, alla luce delle dichiarazioni di alcuni esponenti del Governo che non hanno escluso di violare la regola imposta dalla Commissione Europea sul rapporto fra deficit e PIL. Tale rapporto, secondo quanto previsto dagli accordi fra UE e stati membri, che non dovrebbe superare il 3%.

L’eventualità di non rispettare il patto di stabilità, in vigore in tutta la zona Euro dal 1997, sembrava essere stato scongiurato dall’esecutivo precedente, che nell’ultimo bilancio aveva previsto un rapporto non superiore allo 0,8%.

Investire in BTP: il ruolo fondamentale del Presidente della Repubblica

Se da un lato, quindi, il Governo Conte sembra inclinare l’asticella verso l’ipotesi più infelice, dall’altro la figura del Presidente della Repubblica potrebbe sparigliare le carte in tavola. Le dichiarazioni dei ministri infatti vanno sempre intese in un’ottica politica, e potrebbero non trovare raffronto in quello che dovrà essere effettivamente scritto nero su bianco nella legge di bilancio 2019.

Chi non fa politica è invece Sergio Mattarella che, in virtù del suo ruolo puramente istituzionale di garante della stabilità economica del Paese, dovrebbe garantire il rispetto del Patto di Stabilità, quindi una maggiore solidità dei Titoli di Stato Italiani e quindi riuscire a scongiurare l’ipotesi di un’ulteriore allargamento della forbice dello spread.

Va infine aggiunto che calcare troppo la mano sui conti da presentare all’Europa potrebbe significare anche peggiorare la situazione del Paese per quel che concerne le valutazioni delle agenzie di rating, sempre molto attente a valutare fra i vari fattori che determinano la salubrità economica di una nazione prima di tutto proprio la solidità dei titoli di Stato.

Lo sanno bene le banche, che non sembrano risentire troppo della pressione politica e continuano ad emettere nuovi prodotti di investimento, come le recenti obbligazioni Step Up di Banca IMI.