In Italia il prestito è un affare per giovani

Ott 4, 2017
In Italia il prestito è un affare per giovani

Abbiamo già parlato di come anche in Italia, nonostante una forte propensione al risparmio, negli ultimi anni si sia fatto in maniera sempre più incisiva ricorso allo strumento del prestito, tanto che il 2017 è stato l’anno nell’ultimo triennio in cui ne sono stati erogati […]

Abbiamo già parlato di come anche in Italia, nonostante una forte propensione al risparmio, negli ultimi anni si sia fatto in maniera sempre più incisiva ricorso allo strumento del prestito, tanto che il 2017 è stato l’anno nell’ultimo triennio in cui ne sono stati erogati di più.

Il dato sorprendente, tuttavia, non riguarda i numeri bruti: dire che gli italiani in questo contesto storico abbiano bisogno di soldi è lapalissiano. Ciò che ha sorpreso gli analisti sono i risultati di una recente indagine condotta da Facile.it e Prestiti.it secondo cui, prendendo a campione 70.000 richiedenti, più di 50.000 (circa il 72%) erano individui di sesso maschile con meno di 41 anni.

Un richiedente su 3 ha meno di 35 anni

I giovani, insomma, ricorrono al prestito più di quel che si potrebbe immaginare. Ancor più interessante è il dato sui giovanissimi, gli under 35 che costituiscono il 37% dell’intero totale dei richiedenti un prestito. Numeri che scendono drasticamente man mano che si sale con l’età: di questo campione infatti solo l’11,86% è composto da over 55, per quanto va considerato che probabilmente tale categoria anagrafica potrebbe percorrere canali diversi da quelli inquadrati da un’indagine statistica condotta da due siti web.

Volendoci fermare ai dati che abbiamo, risulta evidente che il primo ambito nel quale si investe il denaro richiesto è quello della casa, a cui si ricorre in ben il 39% dei casi. Segue a stretto giro l’auto, ragione di richiesta prestito nel 35% dei casi, mentre si piazzano in terza e quarta posizione – ma ben distanti – la necessità di liquidità (9,4%) e l’esigenza di coprire un debito (7,4%).

L’importo richiesto risente fortemente della connotazione geografica e della condizione lavorativa dell’interessato: a fronte di un reddito medio di poco superiore ai 1.600€, i trentini ne chiedono in media circa 10.000. Seguono lombardi e veneti, ed i valori scendono man mano che si scorre la catena appenninica. Fanalino di coda la Basilicata, dove il reddito medio è di 1.400€ e l’ammontare richiesto difficilmente supera i 9.000.

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