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Licenziamenti in aumento

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La crisi non da cenno di miglioramenti e a ciò si accompagna un dato allarmante: nel 2012 i licenziamenti hanno superato quota un milione con un aumento del 13,9% rispetto all’anno precedente. Solo nell’ultimo trimestre sono stati circa 329.259 i licenziamenti effettuati, con una media del 15% in più rispetto allo stesso periodo 2011.

Questi sono i dati negativi che emergono dalle ultime comunicazioni che ci arrivano dal Ministero del Lavoro. Nell’intero 2012 sono state circa 10,2 milioni le nuove assunzioni a fronte di 10,4 milioni di rapporti cessati, tra pensionamenti, dimissioni, scadenze di contratti e licenziamenti sia collettivi e sia individuali. Parlando del quarto trimestre 2012 sono state oltre 2,2 milioni le nuove assunzioni, con un calo del 6% rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente.

Questi dati, dice il Ministero, si riferiscono ai rapporti di lavoro e non ai singoli lavoratori. Questo significa che un lavoratore che, in uno stesso trimestre, è stato assunto e licenziato più di una volta, viene registrato dal sistema per più di una volta. Inoltre, i dati dei licenziamenti che sono stati resi pubblici non fanno distinzione tra le aziende che hanno meno di 15 dipendenti e quelle che ne hanno di più.

In ogni caso, la riforma Fornero viene difesa a spada tratta dal Ministero del Lavoro, per il quale la causa dei licenziamenti è da ricercare nella crisi economica.