Pensione 2018: chi potrà andare in pensione? E a quanti anni?

Dic 4, 2017
Pensione 2018: chi potrà andare in pensione? E a quanti anni?

Con l’oramai certa esclusione dallo scatto pensionistico del 2019 dei lavoratori che nella loro vita hanno svolto mansioni usuranti,  e con la legge di bilancio ormai in via di definizione, è giunto il momento di tirare le somme per questo 2017 e capire finalmente chi […]

Con l’oramai certa esclusione dallo scatto pensionistico del 2019 dei lavoratori che nella loro vita hanno svolto mansioni usuranti,  e con la legge di bilancio ormai in via di definizione, è giunto il momento di tirare le somme per questo 2017 e capire finalmente chi e a che età potrà andare in pensione nel 2018.

Nel settore privato si raggiunge la parità di genere

Partiamo dal settore privato, che a partire dal 2018 prevederà gli stessi requisiti di pensionamento per uomini e donne. Chi ha lavorato nel settore privato, dunque, potrà andare in pensione a 66 anni e 7 mesi purché abbia maturato almeno 20 anni di contributi.

In caso di pensione anticipata, non conta l’età anagrafica ma solo quella contributiva, e in questo caso esiste una differenza di genere: le donne dovranno aver versato almeno per 41 anni e 10 mesi, gli uomini per 42 anni e 10 mesi.

Ape Sociale: come richiederla nel 2018

Tutto invariato o quasi per quel che riguarda l’Ape Sociale, il prepensionamento possibile grazie allo stanziamento di fondi pubblici. Di questa potranno usufruire tutte le categorie che hanno svolto un’attività usurante e che saranno identificati proprio nella prossima legge di bilancio.

I requisiti anagrafici prevederanno il compimento del 63esimo anno di età, mentre per quanto riguarda quelli contributivi si dovranno raggiungere almeno i 36 anni. Caregiver, disoccupati e invalidi dovranno anch’essi aspettare i 63 anni, ma potranno fare richiesta non appena la contribuzione arriva a 30 annualità.

Donne e lavoratori notturni

L’Ape Sociale dedica poi un occhio di riguardo a donne e lavoratori notturni. Se una donna appartiene già ad una delle categorie che hanno svolto lavori usuranti potrà beneficiare di un ulteriore sconto contributivo di un anno per ogni figlio (fino a un massimo di due), potendo così andare in pensione dopo aver raggiunto il 34esimo anno di contribuzione.

Misure particolari riguarderanno infine i lavoratori notturni a cui basterà aver raggiunto il 61esimo anno di età e il 35esimo anno di contribuzione per fare domanda di prepensionamento.

 

Comments:

  1. Per me è uno schifo a prescindere. Se si tiene conto del lavoro usurante non si può tenere conto degli anni contributivi al completo cioè 42 e 10 mesi. E’ semplicemente vergognoso.PS.che hai combinato sig.ra Fornero hai salvato l’Italia uccidendo gli italiani.

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