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Reddito di cittadinanza: cos’è e come funziona

Uno dei disegni di legge più discussi negli ultimi giorni riguarda il reddito di cittadinanza proposto già dal 2013 dal Movimento 5 stelle. I risultati elettorali fanno apparire questa misura, che non vuole essere assistenzialista bensì di contrasto alla povertà, sempre più vicina. Di contro però voci non fondate fanno il giro del web, rischiando di creare confusione sull’argomento. Vediamo quindi insieme cosa è il reddito di cittadinanza e quali requisiti occorrerà soddisfare se il disegno di legge verrà approvato.

Nonostante le ultime leggi finanziarie abbiano previsto svariate agevolazioni fiscali, come ad esempio il bonus bebè o il bonus per la ristrutturazione energetica, un numero crescente di famiglie si trova al di sotto della soglia di povertà, fissata dall’ISTAT a 780€.

Il decreto vorrebbe cercare di  fare arrivare a questa soglia non solo i disoccupati, ma anche i lavoratori che percepiscono uno stipendio inferiore, fino a raggiungere i 780€. In questo caso si tratterebbe di una integrazione salariale. Se nel nucleo familiare sono presenti almeno due figli di età inferiore ai 14 anni, l’integrazione potrebbe ammontare a 1.630€.

Reddito di cittadinanza: i requisiti

Attenzione: per potere usufruire del reddito di cittadinanza ci sono delle regole. La proposta del Movimento è infatti valida solo se si soddisfano determinati requisiti quali:

 

  • essere maggiorenni;
  • essere residenti in Italia;
  • essere titolari di un reddito annuo inferiore a 7.200€;
  • essere attivi nella ricerca di lavoro.

Su quest’ultimo punto occorre soffermarsi un po’ per sfatare il mito di un reddito che, a detta dei detrattori, incentiverebbe la disoccupazione. Al contrario, chi presenta la domanda dovrà iscriversi al centro per l’impiego, se non lo è già, e dunque rendersi disponibile a lavorare. I CPI contatteranno il richiedete fino a 3 volte per fargli proposte di lavoro congrue. Se si rifiutano tutte e 3, si decadrà come beneficiari del reddito di cittadinanza.

Nel frattempo, il cittadino dovrà impegnarsi in colloqui e corsi di formazione che faranno parte di uno specifico programma di integrazione lavorativa, nonché a mettersi a disposizione del Comune per 8 ore a settimana.

 

Il reddito di cittadinanza sarà erogato anche agli immigrati regolarmente residenti in Italia da almeno 2 anni, che abbiano lavorato almeno 1.000 ore percependo un reddito pari o superiore a 6.000€.