Rimborso Tari dal 2014: le novità

Rimborso Tari dal 2014: le novità

Dopo gli errori di calcolo sulla Tari e il conseguente caos provocato, il Mef ha stabilito con la circolare n.1/DF che la quota variabile dell’imposta sui rifiuti deve essere applicata una tantum, cioè una volta sola. I comuni hanno infatti rincarato indebitamente la tassa applicandone […]

Dopo gli errori di calcolo sulla Tari e il conseguente caos provocato, il Mef ha stabilito con la circolare n.1/DF che la quota variabile dell’imposta sui rifiuti deve essere applicata una tantum, cioè una volta sola.

I comuni hanno infatti rincarato indebitamente la tassa applicandone la quota variabile a tutte le pertinenze: molte famiglie si sono ritrovate a pagare anche su box, solai e cantine, e a costoro spetta ora un rimborso. Non ci riferiamo solo all’anno in corso, ma è possibile fare accertamenti e richiedere risarcimento dal 2014, da quando cioè è stata istituita la Tari.

Del resto, come scritto anche sulla circolare, ” le pertinenze come le cantine o le autorimesse non possono ragionevolmente essere contraddistinte da una potenzialità di rifiuti superiore a quella che si può attribuire alle abitazioni”.

Restituzione che può valere anche qualche centinaio di euro, dal momento che in non pochi casi la bolletta è stata gonfiata del doppio rispetto al dovuto. Mettetevi comodi però: il Comune o l’ente privato che si occupa dei rifiuti ha 180 giorni a partire dalla ricezione della richiesta per rimborsavi, ma non stupirebbe la procedura di silenzio-rifiuto per allungare ulteriormente i tempi.

Rimborso Tari: come richiederlo

Per accertare la liceità o meno del tributo richiesto dal Comune, e sapere quindi se si ha diritto o meno all’indennizzo, basta vagliare con attenzione l’avviso di pagamento e controllare se la quota variabile è stata addebitata una sola volta, come prevede la legge, o su più pertinenze.

In questo secondo caso, la domanda di rimborso va compilata in carta semplice entro 5 anni dal momento del versamento. La richiesta è da inoltrare al Comune (o al gestore) completa di dati per identificare il contribuente, l’importo versato e quello per il quale si chiede il rimborso. Non andranno tralasciati le informazioni identificative della pertinenza oggetto dell’errore.

Un’altra possibilità è quella di presentare domanda tramite il Movimento Difesa del Cittadino, che ha all’attivo la campagna SOS Tari per aiutare i cittadini nel disbrigo delle pratiche. Sedi del Movimento sono sparse su tutto il territorio nazionale, e basta rivolgersi a quella di competenza per ottenere l’assistenza di cui si ha bisogno.

 

 

 

 

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