Edizione di martedì 17 luglio 2018 | Home - Redazione - Disclaimer - Cookie Policy e Privacy Policy

Riscatto pensione dipendenti pubblici: ecco quanto costa

Mentre l’attuale governo continua a studiare l’applicabilità della quota 100 per i futuri pensionati, chi lavora nella pubblica amministrazione può già considerare la possibilità di aumentare la propria pensione mensile riscattando quei periodi che non sono stati coperti da contribuzione.

Lo permette il DPR 1092/1973 che regola il riscatto pensionistico per dipendenti pubblici; formula prevista per altre categorie di lavoratori ma che agli statali permette l’accesso potendo contare su un’agevolazione economica. La richiesta di riscatto infatti ha un costo, che tuttavia il decreto di cui sopra abbatte.

La domanda va presentata all’INPS almeno 2 anni prima del termine del servizio, pena la decadenza dalla possibilità di accedere all’agevolazione, ed è valida anche per chi ha (o avrà) una pesione ex-INPDAP così come per chiunque abbia svolto una mansione di pubblica utilità per lo Stato.

Riscatto pensione dipendenti statali: quando si deve pagare

Nella maggior parte dei casi il riscatto è gratuito, mentre si dovrà pagare una piccola somma (che generalmente è calcolata in percentuale sull’ultima busta paga percepita) nelle seguenti circostanze:

  • se si è prestato servizio nelle scuole legalmente riconosciute. In questo caso il totale da pagare è pari al 18% dell’ultima busta paga;
  • chi ha prestato servizio statale non essendo di ruolo dovrà versare il 7% rispetto all’80% dell’ultima retribuzione;
  • è poi possibile riscattare i periodi di praticantato per l’ammissione agli albi professionali nel caso in cui tale periodo risulti strettamente necessario ai fini dell’iscrizione all’albo. Anche in tale situazione il pensionando dovrà versare il 18% dell’ultima busta paga;
  • l’agevolazione è valida anche per tutti quegli assistenti straordinari non di ruolo e senza incarico (anche se volontari) che hanno prestato servizio presto le università o negli istituti superiori. Per loro la quota scende al 7% sull’80% dell’ultimo stipendio;
  • chi ha intrapreso la carriera giuridica potrà riscattare il periodo che va dalla decorrenza giuridica a quella effettiva di presa di servizio versando il 18% dell’ultima busta paga;
  • infine, l’agevolazione si applica per tutti coloro che hanno prestato servizi nelle amministrazioni statali (non fa differenza se in una posizione di ruolo o non di ruolo). Il totale da versare corrisponde al 7% dell’80% dell’ultimo stipendio, ma la richiesta diventa gratuita se il lavoratore ha sottoscritto l’assicurazione obbligatoria della pubblica amministrazione.