Tassa sulla spesa: sacchetti per frutta e verdura a pagamento

Tassa sulla spesa: sacchetti per frutta e  verdura a pagamento

Come abbiamo visto di recente, i prestiti richiesti dagli italiani sono aumentati, chiaro segnale di sofferenza economica da parte di tante famiglie che non hanno la liquidità necessaria per far fronte a spese, spesso, di primaria necessità. In questo scenario arriva un’ulteriore mazzata: i sacchetti […]

Come abbiamo visto di recente, i prestiti richiesti dagli italiani sono aumentati, chiaro segnale di sofferenza economica da parte di tante famiglie che non hanno la liquidità necessaria per far fronte a spese, spesso, di primaria necessità.

In questo scenario arriva un’ulteriore mazzata: i sacchetti dei supermercati saranno a pagamento dal 1 gennaio 2018. Lo sono già ora, si potrebbe ribattere, ma in realtà il DL Mezzogiorno convertito nell’agosto 2017 include due importanti novità: la prima è che dovranno essere pagati anche i piccoli sacchetti di plastica che si usano per confezionare la frutta e la verdura nei reparti ortofrutticoli dei supermercati, la seconda è che questa pratica sarà obbligatoria.

Le borse, inoltre, dovranno essere composti da materie prime da fonti rinnovabili almeno per il 40%, sino a toccare la percentuale del 60% entro il 2021.

Il costo non dovrebbe subire variazioni e rimanere quello dei sacchetti attuali, ossia compreso tra i 2 e i 10 centesimi. Le shopper, biodegradabili e compostabili, saranno diverse per ogni alimento acquistato (dalla panetteria alla gastronomia, passando appunto per frutta e verdura sino a finire con il pesce, ad esempio), e pur trattandosi di pochi centesimi la somma potrebbe incidere non di poco sugli scontrini e, sul lungo periodo, anche sul bilancio familiare.

Di contro, il decreto mira a ridurre il consumo di plastica e salvaguardare l’ambiente, ma occorre notare anche che l’importo per le buste non sarà incassato per intero dal gestore del supermercato: una parte sarà infatti versata nelle casse dello Stato sotto forma di Iva e ovviamente imposta sul reddito.

Multe salatissime per gli empori che trasgrediranno la legge. Le sanzioni andranno da un minimo di 2.500€ a un massimo di 25.000€. Previste anche pene pecuniarie fino a 100.000 euro se il valore delle shopper sarà superiore al 10% del fatturato, quindi per grandi quantitativi di sacchetti non biodegradabili.

Nonostante si possa parlare di una vera e propria tassa mascherata, in realtà da un recente sondaggio di Ipsos emerge un quadro che forse non ci aspetteremmo. Il 58% degli intervistati ha dichiarato di essere favorevole al decreto legge, e in generale la maggior parte delle persone sono favorevoli ad una riduzione dell’impatto ambientale, prediligendo materiali compostabili in luogo della plastica.

 

 

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