Terremoto del Pollino: la paura è tanta

Ott 27, 2012
Terremoto del Pollino: la paura è tanta

Un evento che sta interessando l'Italia in questi giorni è il terremoto del Pollino, zona del nostro paese dove la paura è tanta.

Il terremoto non sta dando tregua. La zona del Pollino è, infatti, interessata da più di un anno da uno sciame sismico continuo e la scossa avvertita la scorsa notte è stata la più forte degli ultimi anni. Intorno  alle ore 1:05, nella notte tra giovedì e venerdì, la terra ha iniziato a tremare, i sismografi hanno registrato una scossa di magnitudo 5.0 con epicentro nel comune calabrese di Mormanno, a circa 6.5 Km di profondità.

I comuni principalmente interessati sono stati: Rotonda (Pz), Mormanno (Cs), Laino Borgo (Cs) e Laino Castello (Cs). Per quanto riguarda i comuni oltre i 10 Km, il terremoto è stato avvertito in modo non trascurabile anche a Castelluccio (Pz), San Severino Lucano (Pz), Viggianello (Pz), Acquaformosa (Cs), Aieta (Cs), Altomonte (Cs), Lungro (Cs), Morano Calabro (Cs) e altri paesi limitrofi. Per fortuna non sono stati registrati danni a persone, anche se, a Scalea (Cs) un anziano è deceduto per infarto subito dopo aver avvertito la scossa. Per la forte intensità, il terremoto è stato addirittura avvertito anche in Campania, Puglia e nella provincia calabrese di Vibo Valentia. Dopo la prima scossa, ne sono state registrate altre di magnitudo minore. La paura è, comunque, stata tanta. La popolazione, infatti, ha abbandonato le proprie case per riversarsi in strada ed ha preferito passare la notte in auto.

I danni maggiori sono stati registrati a Mormanno. Qui, la scossa ha provocato gravi lesioni e crolli nella cattedrale maggiore, ha reso inagibile alcune case nel centro storico e ha provocato danni alla strada che collega il comune calabrese a Campotense. Anche l’ospedale ha registrato qualche danno e durante la notte è stato prontamente evacuato a scopo precauzionale. Gli esperti non rassicurano la popolazione ma, anzi, avvertono sulla possibilità di una scossa ancora più forte da qui ai prossimi venti anni, poiché si tratta di una zona a forte rischio. Speriamo solo che ciò non accada.

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