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Fattura elettronica, partenza a rilento in Italia – Aprile

Ha festeggiato da poco due anni l’obbligo per le pubbliche amministrazioni di ricevere fatture solo ed esclusivamente in formato elettronico: in questi 24 mesi sono 660 mila le ricevute emesse attraverso il sito realizzato dalle Camere di Commercio tricolori.

Le novità per imprese e pubbliche amministrazioni

Non c’è ancora il boom, eppure qualcosa inizia a muoversi: è questo il quadro che emerge dall’analisi sui dati relativi alla fatturazione elettronica nei rapporti tra pubbliche amministrazioni e imprese a quasi esattamente due anni di distanza dall’entrata in vigore dell’obbligo. Era infatti il 31 marzo 2015 quando è scattata l’imposizione per gli enti locali di ricevere fatture solo ed esclusivamente in formato elettronico, e ora arrivano i primi bilanci.

Le fatture verso la PA

Ebbene, in questi 24 mesi (o poco più) sono state 73 mila le imprese, piccole fornitrici della Pa, che si sono progressivamente registrate sulla piattaforma online di Infocamere per utilizzare il servizio di fatturazione elettronica gratuito messo a disposizione dalle Camere di commercio.

I sistemi alternativi

In totale, risultano emesse all’incirca 660 mila fatture (nel periodo considerato tra ottobre 2014 e febbraio 2017) sul portale realizzato da InfoCamere, ma a questo numero vanno poi aggiunti gli utenti di sistemi privati come Danea Easyfatt, software per gestire la fatturazione elettronica verso la pubblica amministrazione, che è uno dei più utilizzati e apprezzati a livello nazionale.

Chi usa la fattura elettronica in Italia

Tornando alla piattaforma di Infocamere, in questi giorni sono stati diffusi anche degli approfondimenti sulle tipologie e la localizzazione delle imprese che emettono fatture elettroniche: in dettaglio, nel 41% dei casi si tratta di società individuali, mentre nel 23% di società di persone; inoltre, un 30% è composto da società di capitali mentre residuali sono le altre forme giuridiche. In generale, comunque, prevale la “piccola dimensione“, sia dal punto di vista del personale impiegato (quasi tutte hanno meno di 15 addetti) che in termini economici, visto che quasi il 70% del totale registra un fatturato inferiore al milione di euro e, addirittura, un 20% di queste fattura complessivamente meno di 100 mila euro l’anno.

Le province più virtuose

Dal punto di vista territoriale, invece, le province più virtuose nella diffusione e nell’utilizzo di fatturazione elettronica sembrano essere Bolzano, Roma e Trento; secondo i riscontri della piattaforma di Infocamere, infatti, alla fine di febbraio risultano registrare ben 2.838 aziende attive a Bolzano, area che ha emesso quasi 40 mila fatture in poco più di due anni. Segue la Capitale, con 17.853 fatture registrate e 1.889 imprese registrate, mentre sul terzo gradino del podio si posiziona l’altra area del Trentino Alto Adige, con il capoluogo Trento che “colleziona” 1.874 imprese che si sono avvalse del servizio per emettere 20.662 fatture elettroniche.

L’altro lato della classifica

Al contrario, le zone che fanno registrare un trend di segno opposto sono quelle di Imperia, Lodi e Verbano Cusio Ossola, che hanno un numero basso di imprese aderenti alla piattaforma (inferiore alle 200 unità per provincia) e un contestuale ammontare di fatture piuttosto limitato, quantificabile in circa 2 mila unità. La strada futura sembra comunque tracciata, e chissà che già al prossimo compleanno non possano esserci dati superiori a livello nazionale.

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