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Milano, ATM rifiuta pubblicità contro l’ora di religione

L’UAAR, Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti, ha lanciato in queste settimane una campagna in merito alla possibilità scolastica di sostituire l’ora di religione con attività alternative. Sono infatti questi i giorni in cui i genitori stanno ultimando le iscrizioni per il prossimo anno scolastico, e devono dunque scegliere ora se acconsentire all’insegnamento della religione o fare seguire ai figli altri corsi.

Il manifesto divulgativo ritrae una bambina che chiede se potrà, in futuro, scegliere se seguire un credo. L’ATM, l’azienda che si occupa dei trasporti pubblici a Milano, ha però rifiutato di esporre i cartelloni sui propri mezzi. O meglio, è stata la IgpDecaux, responsabile di raccogliere la pubblicità per ATM, ad aver bocciato il progetto dell’UAAR.

Maretta tra atei e pubblicitari, che alla denuncia dei primi hanno risposto citando il regolamento interno di ATM, secondo cui sussiste il “divieto di affiggere campagne pubblicitarie di carattere politico, sindacale, religioso o relative a movimenti di opinione, sui mezzi pubblici in movimento, quindi su tram, bus e metropolitane. L’affissione invece è permessa sugli spazi statici (pensiline, banchine del metrò ecc.)”.

Insomma ATM aveva inizialmente concesso la negoziazione di spazi per errore, dal momento che non avrebbe potuto concedere affissioni sui treni della metropolitana. Il concessionario ha poi verificato la disponibilità di spazi statici, ma nel periodo richiesto da UAAR adesso non c’è più disponibilità.

L’UAAR però non considera la propria campagna a carattere religioso, tutt’altro. Non solo non veniva nominata alcuna confessione, ma la stessa Alessandra Stevan, coordinatrice a Milano dell’Unione, sottolinea che “la campagna è equidistante da tutte le religioni” e che “promuoviamo la libertà di scelta, che è una cosa positiva”.

Inoltre, ricorda la Stevan, ATM avrebbe contraddetto il regolamento durante la visita di Papa Francesco a Milano nel 2017. In quell’occasione erano stati stampati biglietti speciali, e l’immagine del Papa figurava sugli autobus, promuovendo la Santa Messa di Monza.

L’azienda dei trasporti si difende sostenendo che quello fosse un evento, non una divulgazione a carattere religioso. Insomma, ATM e IgpDecaux sembrano fermi nel loro no a UAAR, cui è stata bocciata anche una seconda campagna con la spiegazione che “non è questione d’immagine, ma di argomento“.

A questo punto, la domanda che in tanti si sono fatti (anche considerando la seconda bocciatura): perché la ATM non si è rivolta ad un’altra agenzia pubblicitaria di Milano, piuttosto che continuare ad insistere ancora lì? E’ solo una questione di contratto, o c’è altro? E ancora: il passo falso di questa campagna giustificherebbe una bocciatura globale anche di altre soluzioni? Sappiamo che, per costituzione, l’Italia è un paese ateo, pertanto ci chiediamo anche se è giusto bloccare i tentativi di mostrare qualcosa che, diciamocela, non infrange la legge.

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