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TIM e Comau: raggiunto accordo per spingere l’IoT in campo manifatturiero

La firma è finalmente arrivata e l’accordo è stato concluso. Protagonisti sono TIM e Comau che hanno stretto un’intesa per dare il via a una collaborazione che porterà importanti frutti in relazione all’Internet of Things in campo manifatturiero. Gubitosi, nella carica di Amministratore Delegato e Direttore Generale di TIM e Comau, quindi, garantiranno un supporto molto importante alle imprese che operano nel campo dell’industria manifatturiera. Queste ultime, infatti, avranno la possibilità di sfruttare un supporto decisamente importante in merito alla trasformazione digitale.

L’obiettivo di questa intensa sarà quello di permettere di sfruttare tutte le caratteristiche e i punti di forza delle tecnologie di connettività 5G. Non solo, dal momento che riflessi positivi si potranno ottenere anche nell’ambito della robotica, così come nel campo dell’analisi dei dati e dell’intelligenza artificiale.

TIM e Comau, ad ogni modo, avevano già da due anni dato via a una sorta di sperimentazione proprio in questo settore. Una fase “preliminare” che ha consentito di mettere a fino e di unire le competenze, in modo tale da essere pronti a lanciare servizi sempre più innovativi e prodotti di vario tipo in ambito IoT. Una serie di servizi che si rivolgerà principalmente alle aziende che operano nel settore dell’industria manifatturiera sul mercato italiano, ma con il passare del tempo si punterà anche a quelle che operano in ambito internazionale.

Svelati da Gubitosi già i primi frutti dell’accordo

L’intesa tra TIM e Comau ha già garantito qualcosa di concreto. Sì, dal momento che dalla collaborazione è già nato qualcosa di molto interessante. Stiamo facendo riferimento a una soluzione estremamente al passo con i tempi, che è stata ribattezzata “Industrial IoTIM powered by Comau”. Un servizio che consente di mettere in atto in maniera estremamente più efficace e all’avanguardia sia il monitoraggio che la diagnostica da remoto di tutti quei macchinari che vengono utilizzati quotidianamente negli stabilimenti produttivi.

Un sistema che consentirà di migliorare in maniera sensibile tutte quelle problematiche che si riferiscono alle necessità di ricevere in tempi rapidi il servizio di assistenza e di manutenzione in caso di malfunzionamenti. L’uso di metodi predittivi e previsivi renderà tutto questo passaggio decisamente più rapido e semplice da attuare. Gran parte del merito va dato sicuramente anche alla connettività ultrabroadband, così come ai numerosi servizi Edge cloud e, in modo particolare alle tecnologie digitali che vengono messe a disposizione da parte della piattaforma in.Grid.

Non è finita qui, dal momento che Comau sicuramente ci metterà del suo garantendo professionalità e competenze estremamente elevate nell’ambito della robotica e dell’automazione di fabbrica, ma anche Olivetti farà la sua parte, dato che offrirà le proprie competenze specialistiche in riferimento al settore dell’Internet of Things.

La scelta di TIM e Comau mira essenzialmente a offrire una migliore interconnessione e gestione anche da remoto di un elevato numero di impianti industriali. In questo senso, andrà valutata una più adeguata e oggettiva sicurezza anche rispetto a quelle che sono le reti classiche.

Chi è Gubitosi, l’AD di TIM

L’amministratore delegato di TIM può vantare competenze interdisciplinari: il suo primo incarico è stato svolto con Fiat, in cui ha assunto cariche molto importanti a livello gestionale, come quella di Presidente del CdA di Fiat Partecipazioni. Dal 2005, Gubitosi ha ricevuto la nomina di Direttore Finanziario di Wind Telecomunicazioni, per poi assumere il ruolo di AD della medesima azienda.

L’esperienza di Gubitosi si arricchisce con un nuovo impiego, visto che dal 2012 è Direttore Generale della Rai, prendendo il posto di Lorenza Lei. Successivamente, viene chiamato a ricoprire anche il ruolo di Commissario Straordinario di Alitalia. A partire dal 2018, inizia l’avventura con TIM, con Gubitosi che riceve la nomina come Amministratore Delegato e Direttore Generale, sostituendo Amos Genish.

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