Fazio: reparti attrezzati a misura di obeso

Fazio: reparti attrezzati a misura di obeso

Secondo dati resi pubblici qualche anno fa al congresso europeo sull’obesità di Ginevra (ECO 2008) dall’International Association for the Study of Obesity (IASO), in tutti gli stati europei, con l’eccezione di Estonia, Lettonia e Romania, oltre la metà della popolazione maschile è obesa o in sovrappeso. Leggermente […]

L'obesità è un problema

Secondo dati resi pubblici qualche anno fa al congresso europeo sull’obesità di Ginevra (ECO 2008) dall’International Association for the Study of Obesity (IASO), in tutti gli stati europei, con l’eccezione di Estonia, Lettonia e Romania, oltre la metà della popolazione maschile è obesa o in sovrappeso. Leggermente migliore la situazione per quanto riguarda le donne: in solo 5 Paesi (Austria, Cipro, Gran Bretagna, Germania, Malta) il dato supera il 50%. Per dare uno sguardo più da vicino al nostro Paese, risultano in sovrappeso il 34,2% degli italiani e obesi il 9,8%. 

E’ assodato dunque che l’Italia è anche il Paese degli “oversize” e, in quanto tale, deve poter garantire dei servizi adeguati anche a tali soggetti. A riguardo il ministro della Salute Ferruccio Fazio è intervenuto oggi a Milano in un convegno sull’obesita’, organizzato dall’Istituto auxologico per approfondire temi come la complessita’ di questi pazienti e le nuove linee di indirizzo in riabilitazione. ” Occorre garantire l’inserimento del paziente obeso nella vita di relazione, con reparti ospedalieri attrezzati a misura di obeso, mezzi di trasporto adeguati e misure che rispondano a esigenze legate alla vita di tutti i giorni. – afferma Fazio –  Poi c’e’ il problema della riabilitazione. L’obeso e’ un paziente cronico. E la politica sanitaria di questo Governo punta a gestire il paziente cronico il piu’ possibile sul territorio. Di conseguenza l’obeso va gestito fondamentalmente con una rete che poggia sul territorio, mentre i passaggi in ospedale devono essere piu’ brevi e legati alla riacutizzazione della malattia”. E’ stato, in virtù di ciò,  varato un progetto riabilitativo che prevede una rete di assistenza territoriale in grado di offrire i vari accertamenti diagnostici e l’intervento di clinici qualificati nelle varie specialità, a seconda dei livelli di gravità della patologia presentata.

 

 

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