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Pensione a 67 anni: il Governo pensa a un piano B

Sono giorni febbrili quelli che stanno vivendo i pensionati italiani in attesa delle decisioni governative sull’aumento dell’età pensionabile a 67 anni. Dopo il probabile rinvio del cumulo pensioni per liberi professionisti al 2018, sembra sempre più certo che a partire dall’anno prossimo verrà anche confermato l’aumento del ritiro dal mondo del lavoro a 67 anni, in linea con i nuovi dati sull’aspettativa di vita forniti dall’ISTAT.

Inizialmente sembrava che la discussione sarebbe stata rinviata ad un periodo successivo alla prossima primavera, ovvero dopo le prossime elezionipolitiche, ma ora il Governo sembra voler stringere sui tempi.

Indubbiamente, quindi, quello dell’età pensionabile si appresta ad essere un tema caldo della prossima campagna elettorale, un tema che andrà a tutto vantaggio delle opposizioni in cerca di facili consensi.

Pensione a 67 anni: 11 categorie potrebbero essere escluse

Appunto per questa ragione, l’esecutivo a maggioranza PD attualmente guidato da Paolo Gentiloni sta pensando ad un “piano B”, una strategia che consentirebbe di non inimicarsi una delle categorie più sensibili ai fatti sociali come quella dei pensionati. Si tratterebbe nella fattispecie di escludere dall’aumento almeno 11 categorie che svolgono attività definite “gravose”.

A meno di ulteriori ripensamenti, le categorie oggetto di esclusione ad oggi sarebbero quelle di:

  • badanti di persone non autosufficienti;
  • maestre di asili e scuole primarie;
  • facchini;
  • infermieri notturni;
  • muratori;
  • macchinisti;
  • giuristi;
  • camionisti;
  • addetti alla concia delle pelli;
  • addetti alla raccolta dei rifiuti;
  • addetti alle pulizie.

E l’azione di tutela potrebbe andare ben oltre i semplici slogan da campagna elettorale, soprattutto in considerazione del fatto che sembra essere stata prevista per lanciare un chiaro messaggio di complicità in risposta alle pressanti indagini che l’UE sta conducendo in questi giorni sull’attuabilità dell’imminente manovra italiana.

Secondo l’Europa infatti il buco nei conti pubblici sarebbe pari a 1,7 miliardi di euro, e se la manovra non dovesse accelerare il processo per confermare l’aumento dell’età pensionabile, i suoi effetti potrebbero già farsi sentire a breve termine.