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Prestiti: ecco come lo spread influenza i tassi di interesse

La lunga crisi che ha visto coinvolto Governo e istituzioni negli ultimi tre mesi ha fatto sì che si tornasse a parlare di spread. Nei momenti di maggiore incertezza, questo ho toccato i 300 punti (mai così alto dal 2014), e alla luce della volatilità e dell’importanza di questo valore è probabilmente il caso di fare chiarezza su quanto esso influisca sulle economie degli italiani.

Cos’è lo spread

Spiegato in parole semplici, lo spread è il risultato di una differenza, e più precisamente della differenza tra i tassi di interesse dei Btp decennali italiani e i corrispettivi Bund tedeschi. Tanto maggiore è questa differenza, tanto minore  sarà la stabilità economica del Paese.

Tradotto in cifre, lo spread ha quantomeno un vantaggio. Logicamente, più è alto, maggiori saranno gli interessi sui titoli decennali italiani, quindi nei momenti in cui il differenziale si allarga il cittadino può acquistare buoni statali e vederseli restituiti con un interesse superiore rispetto ai valori medi.

D’altronde i ragionamento è abbastanza lineare: se lo Stato è in difficoltà, vende i suoi titoli a un interesse maggiore cosicché da renderli più appetibili agli acquirenti.

Spread alto e prestiti

Il problema – se così lo vogliamo definire – è che spesso e volentieri gli acquirenti di questi titoli sono proprio le banche. Ciò significa che la salute economica degli istituti creditizi è legata a stretto filo con quella dello Stato, e se lo spread sale la banca è costretta ad aumentare i tassi di interesse per i clienti che chiedono un prestito o un mutuo.

Ciò non vuol dire che le cose cambieranno per chi ha già un mutuo o prestito attivo, sia questo a interesse fisso o variabile. Nel primo caso, il tasso di interesse è calcolato al momento della stipula del contratto, mentre nel secondo si rifà all’indice Euribor che non è direttamente influenzato dallo spread.

Dovrà fare molta attenzione, invece, chi decide di accedere al credito durante i periodi di spread alto, perché sono proprio questi i meno indicati per sperare di ottenere un tasso di interesse agevolato, per le ragioni esposte sopra.