Prestiti: attenti alle truffe. A Pescara smantellata organizzazione per 300 mila euro

Ott 9, 2017
Prestiti: attenti alle truffe. A Pescara smantellata organizzazione per 300 mila euro

Il 2017 è stato un anno in cui sempre più famiglie, singoli o società hanno fatto ricorso a vario titolo allo strumento del prestito, con un’impennata particolare registrata nella categoria giovani. Tuttavia, la facilità con la quale si può accedere al credito può facilmente finire […]

Il 2017 è stato un anno in cui sempre più famiglie, singoli o società hanno fatto ricorso a vario titolo allo strumento del prestito, con un’impennata particolare registrata nella categoria giovani. Tuttavia, la facilità con la quale si può accedere al credito può facilmente finire per mescolarsi con tentativi più o meno articolati di truffa ai danni di ignari contribuenti che, credendo di aver trovato un’occasione favorevole, finiscono per essere raggirati da individui poco raccomandabili.

È più o meno quello che è successo a Pescara negli ultimi due anni. Qui, una banda di malavitosi ha speculato sulle speranze di ignari cittadini, costituendo un’organizzazione criminale degna di una pellicola di Hollywood. La “pacchia” per i membri della banda è finita oggi, a seguito di un’operazione congiunta effettuata dalla Squadra Mobile e dalla Polizia Postale di Pescara.

Secondo gli inquirenti le menti dell’organizzazione erano tre: due pescaresi di 46 e 64 anni ed un foggiano di 57. La strategia di appropriazione del credito era tanto semplice quanto efficace: dopo aver individuato persone in difficoltà economica, i tre proponevano dei canali agevolati per l’accesso al credito. Tutto ciò di cui avevano bisogno i malviventi erano i documenti delle vittime; una volta prodotta ed modificata ad arte la documentazione necessaria, per l’organizzazione non era difficile ottenere un prestito presso qualsivoglia banca o finanziaria, ed ecco che in poco più di due anni i tre erano riusciti ad intascare circa 300 mila euro.

I membri della banda si appropriavano di quanto prestato, mentre l’involontario prestanome iniziava a pagare le rate. Generalmente l’inganno veniva scoperto dopo un paio di mesi, tempo sufficiente per far sparire il maltolto e lasciare al contribuente solo i debiti.

Il “sistema” andava avanti almeno dal 2015, anno in cui sono iniziate le indagini, ed oggi ha visto la sua giusta conclusione. Inoltre, gli stessi investigatori hanno fatto presente che indagando su questa faccenda si è potuto far luce almeno su un altro filone criminale che, in collaborazione con quello dei prestiti, si muoveva nel mondo della droga e dello spaccio.

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