Albert Einstein, il suo Cervello ci rivela cose fantastiche

Albert Einstein, il suo Cervello ci rivela cose fantastiche

Un gruppo di ricerca ha compiuto uno studio particolareggiato sul cervello di Albert Einstein, che ci ha rivelato delle cose fantastiche.

Albert Einstein è ampiamente considerato come un genio, una persona che ha cambiato il modo di vedere le cose. Ma come è stato possibile? Qual’era il suo segreto? Molti ricercatori hanno pensato che fosse necessario avere un cervello speciale per poter scoprire la teoria della relatività e per avere tutte le intuizioni straordinarie che costituiscono il fondamento della fisica moderna. Un recente studio basato su una serie di 14 fotografie, conservate per essere studiate dopo la morte del noto fisico tedesco e mostranti il cervello di Einstein, mettono in evidenza come esso fosse decisamente insolito in molti modi.

Alcuni degli studi che sono stati fatti nel corso degli anni, hanno messo in evidenza alcune interessanti caratteristiche del cervello di Einstein, tra cui una maggiore densità di neuroni in alcune parti e un rapporto più alto del solito della glia (le cellule che aiutano i neuroni a trasmettere gli impulsi nervosi). Due studi di anatomia del cervello, tra cui uno pubblicato nel 2009 dall’antropologo Dean Falk della Florida State University di Tallahassee, ha scoperto che la parete parietale del cervello di Einstein è probabilmente legata alla notevole capacità dell’uomo di di concettualizzare alcuni problemi tipici della fisica. Lo studio di Falk era comunque basato su solo una manciata di fotografie.

Un nuovo studio, compiuto di recente e che ha analizzato una serie di 14 fotografie del cervello di Einstein che non sono mai state rese pubbliche, ha permesso di scoprire altre cose interessanti. Il team di ricerca ha confrontato il cervello di Einstein con quello di 85 esseri umani e ha scoperto che il grande fisico aveva effettivamente un cervello speciale, anche se solo di medie dimensioni (dato che pesava 1.230 grammi). La cosa diversa dal solito è legata alla presenza di circonvoluzioni aggiuntive e di pieghe che raramente si sono visti in altre persone. Ad esempio, le regioni sul lato sinistro del cervello, che facilitano gli input sensoriali, sono molto più grandi del normale, mentre la corteccia prefrontale legata alla pianificazione e all’attenzione focalizzata, oltre alla perseveranza di fronte di sfide, è notevolmente amplia.

Lo studio ora fa nascere delle nuove domande, a cui non si ha risposta, in maniera particolare quella che si chiede se “Einstein avesse sin da piccolo un cervello così speciale, che lo ha predisposto ad essere un grande fisico, o se fare fisica ha provocato l’espansione di alcune parti del cervello“. Quello che è certo, in ogni caso, è che Einstein aveva il cervello giusto, al posto giusto, nel momento giusto della storia.

Via | sltrib.com

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