Anticipo tredicesima: come funziona e chi può richiederlo
13/07/2026
Ottenere liquidità prima della fine dell'anno, anticipando una somma che per molti lavoratori rappresenta una voce di bilancio tutt'altro che trascurabile, è una possibilità concreta che dipende da una serie di condizioni contrattuali, normative e operative spesso poco conosciute nel dettaglio. L'anticipo della tredicesima — tecnicamente la liquidazione anticipata della gratifica natalizia maturata nel corso dell'anno — è uno strumento accessibile a categorie specifiche di lavoratori, con procedure e limiti che variano sensibilmente a seconda del rapporto di lavoro, del contratto collettivo applicato e, in alcuni casi, delle politiche interne dell'azienda o dell'ente erogatore.
Chi si trova a gestire spese straordinarie nella seconda metà dell'anno — ristrutturazioni, acquisti rilevanti, rimborso di debiti con scadenze ravvicinate — valuta spesso questa opzione come alternativa a forme di credito al consumo più onerose. La logica è semplice: si tratta di denaro già maturato, non di un prestito, e anticiparlo significa semplicemente spostare in avanti il momento dell'erogazione rispetto alla data canonica di dicembre. Tuttavia, la semplicità concettuale non corrisponde necessariamente a una semplicità procedurale, e comprendere i meccanismi effettivi è indispensabile per valutare se e come procedere.
Nel panorama lavorativo italiano del 2026, le opzioni disponibili si articolano su più livelli: il canale del datore di lavoro privato, quello degli istituti di credito convenzionati con specifiche categorie di lavoratori, e quello degli enti previdenziali per i pensionati. Ciascun canale ha caratteristiche proprie, tempi diversi e condizioni che meritano un esame separato e preciso.
Quadro normativo e contrattuale di riferimento
La tredicesima mensilità, introdotta nell'ordinamento italiano attraverso una serie di accordi interconfederali degli anni Cinquanta e successivamente recepita dalla contrattazione collettiva di categoria, non è disciplinata da una legge unitaria che ne regoli anche l'anticipo: la possibilità di percepirla prima di dicembre dipende integralmente da quanto previsto dal contratto collettivo nazionale di lavoro applicato al rapporto, o da accordi aziendali integrativi. Questo significa che non esiste un diritto soggettivo universale all'anticipo della tredicesima per tutti i lavoratori subordinati: alcuni CCNL la prevedono espressamente — spesso con finestre temporali definite, come luglio o settembre — mentre altri la escludono del tutto o la rimettono alla discrezionalità unilaterale del datore di lavoro.
I lavoratori del settore commercio, ad esempio, trovano spesso nel proprio contratto collettivo disposizioni che consentono l'erogazione anticipata in occasione delle festività estive; analogamente accade in alcuni comparti del terziario avanzato e della grande distribuzione. Nel pubblico impiego, invece, le procedure sono più rigide e tendenzialmente escludono anticipi discrezionali al di fuori degli istituti già previsti — come il trattamento di fine rapporto anticipato, che è tutt'altra cosa. Verificare il CCNL applicato al proprio contratto individuale di lavoro, e l'eventuale presenza di accordi aziendali di secondo livello, è il primo passo operativo imprescindibile.
Procedura di richiesta al datore di lavoro privato
Quando il contratto collettivo o un accordo aziendale prevede la possibilità di richiedere l'anticipo della tredicesima, la procedura si avvia generalmente con una domanda scritta indirizzata all'ufficio del personale o alle risorse umane, da presentare entro i termini indicati — termini che variano da azienda ad azienda e che, soprattutto nelle strutture più grandi, vengono comunicati internamente con anticipo sufficiente. La domanda deve di norma indicare l'importo richiesto — che non può superare la quota maturata fino al momento della richiesta, calcolata in proporzione ai mesi lavorati dall'inizio dell'anno — e talvolta la motivazione, anche se non sempre questa è obbligatoria per legge o per contratto.
L'importo maturato si calcola dividendo la tredicesima annua lorda per dodici e moltiplicando il risultato per il numero di mesi interi già trascorsi dall'inizio del periodo di maturazione, solitamente coincidente con il 1° gennaio: a settembre, quindi, si è maturata teoricamente la metà più un dodicesimo della somma annua complessiva. È bene tenere presente che l'anticipo viene poi scalato dalla busta paga di dicembre, riducendo proporzionalmente la tredicesima erogata a fine anno; sul piano fiscale, nulla cambia rispetto all'erogazione ordinaria, poiché la somma anticipata viene tassata nelle stesse modalità — aliquota marginale IRPEF o, se il datore applica la tassazione separata secondo le istruzioni dell'Agenzia delle Entrate, con le relative specificità.
Anticipo della tredicesima tramite istituti bancari e finanziarie
Per i lavoratori dipendenti il cui contratto collettivo non prevede la possibilità di rivolgersi direttamente al datore di lavoro, o per coloro che necessitano di liquidità in tempi brevi e con procedure più flessibili, esistono prodotti finanziari specifici offerti da banche e società finanziarie che simulano, nella sostanza, lo stesso risultato: l'erogazione immediata di una somma corrispondente alla tredicesima attesa, con il rimborso automatico trattenuto dalla busta paga di dicembre. Si tratta in genere di prodotti a costo contenuto — spesso promossi tra ottobre e novembre come offerte stagionali — ma che non sono mai completamente gratuiti: interessi, commissioni di istruttoria e spese accessorie vanno letti con attenzione nel foglio informativo precontrattuale, documento che per legge deve essere consegnato prima della firma.
Alcune banche convenzionate con grandi aziende o con enti pubblici offrono condizioni particolarmente vantaggiose nell'ambito di accordi di welfare aziendale: in questi casi, il tasso applicato può essere sensibilmente inferiore a quello di mercato, talvolta prossimo allo zero, rendendo il prodotto effettivamente comparabile all'anticipo diretto. Vale la pena verificare se la propria azienda abbia sottoscritto convenzioni di questo tipo — informazione reperibile tramite l'ufficio del personale o il portale welfare aziendale, laddove presente.
Anticipo tredicesima per pensionati INPS
I pensionati che percepiscono una pensione dall'INPS hanno accesso a un meccanismo distinto, strutturato attraverso convenzioni che l'istituto stipula con banche e Poste Italiane: si tratta di prestiti a breve termine, erogati in anticipo rispetto alla tredicesima di dicembre, con rimborso diretto sulla rata pensionistica. L'INPS non eroga direttamente l'anticipo, ma funge da garante del rimborso automatico, rendendo il prodotto interessante per gli istituti convenzionati in termini di rischio creditizio contenuto.
Le condizioni di accesso variano in base all'istituto erogatore e alla convenzione vigente, ma in linea generale richiedono che il pensionato abbia una pensione netta mensile sufficiente a garantire il rimborso senza che la trattenuta scenda al di sotto della soglia di impignorabilità — fissata per legge nella misura del doppio dell'assegno sociale. I pensionati con pensioni minime o molto basse possono quindi trovarsi esclusi dall'accesso, non per ragioni di merito creditizio in senso stretto, ma per vincoli normativi a tutela del reddito minimo garantito. Le richieste si presentano direttamente allo sportello bancario o postale convenzionato, con la documentazione che attesta l'importo della pensione corrente.
Aspetti fiscali e impatto sul netto percepito
Dal punto di vista fiscale, l'anticipo della tredicesima non modifica la natura del reddito né il regime di tassazione applicabile: la somma erogata in anticipo concorre al reddito imponibile dell'anno di competenza — il 2026, in questo caso — esattamente come se fosse stata percepita in dicembre. Il sostituto d'imposta, ovvero il datore di lavoro o l'ente pensionistico, applica le ritenute IRPEF secondo le modalità ordinarie, operando il conguaglio fiscale a fine anno che tiene conto di tutti i redditi percepiti nel corso dell'anno stesso.
Un aspetto che merita attenzione riguarda i lavoratori che si trovano in fascia di reddito prossima al cambio di aliquota: la concentrazione di più erogazioni nello stesso mese — anticipo della tredicesima più retribuzione ordinaria — può temporaneamente applicare un'aliquota di ritenuta più elevata, che viene poi ricalibrata in sede di conguaglio. Non si tratta di una perdita effettiva, ma di un effetto di cassa che può generare confusione nella lettura del cedolino. Chiedere al proprio ufficio paghe un'anticipazione del calcolo, o verificarlo autonomamente attraverso i simulatori messi a disposizione dall'Agenzia delle Entrate, consente di avere una visione chiara dell'impatto netto prima di procedere con la richiesta.
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