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Dieta metabolica: come funziona?

Dieta metabolica

La dieta metabolica è un regime alimentare creato dal medico canadese Mauro Di Pasquale. La dieta prevede un menù povero di carboidrati e ad alto contenuto proteico, comprendente tre pasti principali al giorno e due spuntini al mattino e al pomeriggio.

Lo schema alimentare si basa sul mantenimento della dieta per 14 giorni. Durante questo lasso di tempo, infatti, a causa del basso contenuto di carboidrati assunti, il corpo entra in uno stato definito “chetosi”, nel quale brucia i propri grassi per ottenere energia; al contrario, in condizioni di normale regime alimentare, il corpo sceglierebbe di bruciare i carboidrati assunti ai pasti.
Ma, in questo caso, i carboidrati non vengono praticamente assunti e quindi al nostro organismo non resta altra scelta che bruciare il proprio grasso accumulato.

Perché scegliere la dieta metabolica?

Scegliamo la dieta metabolica principalmente perché questa funziona. Il nostro corpo è adattabile e, nel momento in cui si ritrova “a corto” di carboidrati, riesce ad abituarsi ad utilizzare i grassi; tutto ciò ci permette di dimagrire.

Inoltre, un gran punto a favore della dieta metabolica è che non serve pesare i cibi al momento dei pasti. Infatti, secondo questo regime alimentare, non è necessario calcolare la quantità di calorie assunte; invece, è fondamentale escludere alcuni alimenti in favore di altri.

Per quanto riguarda gli alimenti permessi nella dieta, al primo posto troviamo le proteine. Queste, infatti, ricevono un completo “via libera” e ne è raccomandata l’assunzione sotto forma di carne magra, pesce e uova. Assieme alle proteine, anche le verdure sono tra i cibi contenuti nella dieta, fatta eccezione per gli amidacei, cioè carote, broccoli, cavoli e ravanelli.
Ovviamente i cereali vanno limitati e dolci, pane e pasta quasi del tutto esclusi.

Come funziona la dieta metabolica?

Alla luce delle promesse e dei risultati che vanta, è bene andare ad analizzare la dieta metabolica come funziona.

La dieta metabolica, della durata complessiva di 14 giorni, si suddivide in 12 giorni di “scarico”, nei quali si riduce la quantità di carboidrati e si preferisce l’assunzione di grassi, e 2 giorni di “ricarica”, nei quali si assumono, invece, molti carboidrati.

Nei primi 12 giorni, occorre assumere molti grassi e pochissimi carboidrati, in modo da indurre il corpo a bruciare gli zuccheri. Sono consentiti, in questa fase, circa 30 gr di carboidrati al giorno; se si avvertono però gli effetti collaterali dovuti alla mancanza di carboidrati, come cefalee, stanchezza e nausee, la loro quantità va aumentata fino alla scomparsa dei sintomi.

In seguito alla fase di “scarico”, segue la fase di “ricarica”. Durante questa fase, della durata di due giorni, vengono prediletti i carboidrati.
Le percentuali quotidiane dei nutrienti diventano: proteine 15%, grassi 40% e carboidrati 55%.

Effetti collaterali della dieta metabolica

La dieta metabolica non è mai consigliata per lunghi periodi di tempo. Essa, come abbiamo visto, comporta una drastica riduzione dei carboidrati, che induce la formazione dei corpi chetonici. Questo meccanismo provoca stanchezza cronica, nausea, vomito, cefalee. In aggiunta a ciò, va detto che la dieta metabolica è sconsigliatissima nel caso di problematiche renali.

D’altro canto, il consumo esagerato di proteine va contro a tutti i principi della prevenzione di malattie derivanti da una cattiva alimentazione.
Inoltre, non vengono preferite abbastanza fibre, il che impedisce all’organismo di attutire l’impatto assolutamente negativo di un eccessivo consumo di grassi.

Come sempre, quando si decide di variare alimentazione o stile di vita, seppur per periodi relativamente brevi, occorre sottoporsi preventivamente ad una visita medica e attenersi strettamente alle indicazioni che verranno fornite in quella sede da un medico che deve essere a conoscenza del nostro complessivo stato di salute.