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Reddito di cittadinanza, le novità. Cosa sappiamo fino a oggi

Il 4 febbraio gli esponenti del Movimento 5 Stelle hanno annunciato il lancio del sito di riferimento per richiedere il tanto discusso “reddito di cittadinanza“. Tale sito esiste già, ed è raggiungibile all’indirizzo www.redditodicittadinanza.gov.it. Non è ancora del tutto operativo, ma aprendolo si legge che tutto dovrebbe essere funzionante entro il 6 marzo.

Chi avrà diritto al reddito potrà beneficiare di un contributo mensile massimo di 780€. Non è obbligatorio inviare la propria candidatura online; lo si può fare anche recandosi agli uffici postali o tramite i CAF territoriali.

Potranno fare domanda coloro che sono in cerca di lavoro o hanno un basso reddito, dimostrando di possedere un ISEE non superiore ai 9.360 €. Al momento della domanda, sarà necessario dichiarare di essere immediatamente disponibili ad accettare un’offerta di lavoro.

Reddito di cittadinanza: i giovani smetteranno di cercare lavoro?

Questa misura, a detta del Governo, servirà ad alleviare un poco l’emergenza sui livelli di povertà nazionali. Va detto, tuttavia, che anche i governi precedenti avevano varato misure di reddito assistenziali non molto diverse da questa, sebbene non includessero la possibilità di ottenere un lavoro oltre alla somma economica.

Il varo del reddito di cittadinanza è stato uno dei capisaldi del Movimento 5 stelle durante la campagna elettorale che ha preceduto le elezioni del 4 marzo 2018. Ha portato addirittura allo scontro con l’Europa, che a ottobre ha bocciato in parte la manovra italiana avvertendo che trovare tutte le risorse per il reddito avrebbe potuto gettare il paese in crisi economica. Una versione “light” del reddito ha poi permesso che la novità andasse finalmente in porto.

“È stato un grande lavoro di squadra” ha affermato il vicepremier e Ministro del Lavoro grillino Luigi di Maio nel lanciare il sito.

Un entusiasmo che sin da subito ha dovuto scontrarsi con le prime critiche. Fra queste, rientrano quelle di Confindustria secondo cui l’esistenza stessa di questa misura dissuaderebbe troppi giovani dal cercare un lavoro. “Dato il salario medio di un under 30 italiano pari a 830 €, i 780 promessi dal reddito potrebbero essere un disincentivo alla ricerca di un nuovo lavoro“, ha dichiarato Pierangelo Albini, direttore dell’Area Lavoro e Welfare di Confindustria.