Revoca delle Pensioni di invalidità, l’INPS non cambia le cose

Gen 17, 2013
Revoca delle Pensioni di invalidità, l’INPS non cambia le cose

L'INPS aveva deciso di revocare alcune pensioni di invalidità sommando i guadagni dei due coniugi, decisione poi ripensata.

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Fino a qualche giorno fa c’era una novità per quel che riguarda le pensioni di invalidità. L’Inps aveva infatti comunicato che da ora in avanti il limite di reddito per ottenere la pensione di invalidità sarebbe diventato familiare. Tutti gli inabili che, sommando i propri redditi con quelli del coniuge, sarebbero arrivati a 16.127,30 euro annui, si sarebbero vista revocata la pensione. La comunicazione è stata resa nota in questi giorni e arriva direttamente, attraverso una circolare, dall’Istituto di previdenza sociale.

Al contrario della scorso anno, quando il limite di reddito era considerato quello relativo ai soli redditi personali, a partire dal 2013 il limite di reddito avrebbe dovuto prendere in considerazione anche quello del coniuge. Ad essere colpiti sarebbero stati, ancora una volta, i pensionati italiani, con migliaia di persone già duramente colpite dalla crisi economica. Secondo la Confederazione Generale Italiana del Lavoro (Cgil), le domande di nuove pensioni di invalidità non accettate, potrebbero essere, in tutto il paese, circa 85mila. Proprio per questo grandissimo numero di richieste non accettate, le confederazioni sindacali aveva invitato Antonio Mastrapasqua, Presidente dell’Inps, a fare marcia indietro sulla decisione. In seguito alle dure proteste dei vari sindacati ed associazioni, l’INPS ha deciso, giustamente, di tornare indietro sui suoi passi e di lasciare le cose inalterate, evitando dunque la sommatoria dei due redditi.

Pietro Barbieri, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, aveva definito tale decisione “un atto gravissimo” e aveva aggiunto che “l’inps si sostituisce al Parlamento, assume decisioni politiche, incidendo sulla vita delle persone”. Inoltre, sempre secondo Barbieri, tale decisione da parte dell’Inps, non si basava su alcun decreto normativo, ma su una Sentenza della Corte di Cassazione del 2011 che riguardava solo gli invalidi totali. Alla fine, un sospiro di sollievo da parte dei nostri pensionati.

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